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28/08/2004
Hermann Hesse mi ha davvero sorpreso nel suo modo di interpretare i sentimenti dell'amicizia.In questo brano mette in risalto i due ragazzi, Hans ed Erwin, che si conoscono da anni ma in realtà è come se non si fossero mai conosciuti perchè Erwin imitava o meglio ammirava il suo amico che possedeva un carattere di cui lui era sprovvisto ma che desiderava possedere.Quando scopre Hans che in Erwin ha sempre visto se stesso gli casca il mondo addosso.Quindi Hermann cerca di spiegare che c'è sempre qualcuno che ci imita se abbiamo qualcosa che lui non ha,ma che però è tutto a scapito della persona ''fortunata'' che non conoscerà mai bene l'amico.Non solo è gratificante e anche stimolante avere un ''gemello'',ma non si sopporta a lungo una copia piuttosto ci attrae chi è diverso da noi,chi possiede qualità che noi non abbiamo e nel quale possiamo rispecchiarci.L'amicizia è una virtù.Dal novero degli amici bisogna escludere i ''falsi'' amici,il ''falso'' amico può avere sembianze di uno che si pone come idolo di fronte ai compagni perchè gioca col rischio,per porre rimedio a questo bisogna discutere di cosa è bene e cosa è male,magari scontrarsi con lui,i litigi e i bruschi allontanamenti sono nodi cruciali del rapporto e il desiderio di chiarimento donano nuova vita

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