J. Edgar Hoover, capo dell'Fbi. Jimmy Hoffa, presidente del sindacato dei trasporti. Howard Hughes, editore miliardario. Robert Kennedy, senatore. John F. Kennedy, senatore e poi presidente degli Stati Uniti. Tra il 1958 e il 1963 questi erano gli uomini che tenevano in pugno l'America. Ma erano anche i protagonisti di una guerra sporca e segreta, affidata a spie corrotte e trafficanti di droga, a killer e prostitute. Mai così amaro, mai così violento, James Ellroy racconta, nuda e cruda, la storia di un'America senza eroi. Un'America che ha perso anche il ricordo dell'onore e dell'innocenza.
06/05/2011
Adoro Ellroy, sia nelle sue forme più allucinate come "Sei pezzi da mille" (seguito di "American tabloid") e "White jazz" che nelle sue opere più "gigantesche" come "L.A. confidential" e "American tabloid".... Consiglio tutto di lui....il sopracitato "american tabloid" è quello che mi ha eccitato più degli altri, ma quello che più mi ha toccato nel fondo dell'anima è sicuramente "Il grande nulla" (da leggere prima di l.a. confidential in quanto il finale del primo e' collegato all'inizio del secondo).
31/08/2007
Alessio - fere.joi@lol.it
America Tabloid è un libro scritto come si scrivono i telegrammi. Fatti su fatti che si intrecciano, evolvono e si ricombinano in maniera magistrale. Personaggi hard-boiled che sembrano clichè perchè alla fine è Ellroy ad averlo limato e definito per sempre; il clichè stesso del 'duro, tutto fuorchè eroe'. Questo è un buon libro. Da manuale come tutti i pezzi di un puzzle delirante vengono fatti ricombaciare. Sa scrivere eccome, e si riconosce immediatamente. Bellissima prova.
12/02/2007
finchley_2005@yahoo.it
Se non avete mai letto Ellroy, questo é il libro adatto per conoscerlo. Non impauritevi delle 750 pagine perché è un libro che si legge veramente benissimo.
26/10/2005
L'autore mescola personaggi storici autentici con altri di finzione che finiscono per risultare più realistici di coloro i quali il mito americano ha forzatamente assegnato il contrassegno di mito nell'incontenibile bisogno di eroi degli americani. Ruvido, cattivo, senza poesia l'autore traccia maestralmente i segmenti immaginari che uniscono i punti oscuri della storia recente a stelle e strisce.
08/09/2005
Valerio - vale.santagostino@tiscali.it
Io non lo giudico un capolavoro ma nel suo insieme è sicuramente un buon scritto.Avvincente e spietato racconta la realtà interna della maggior potenza mondiale tra gli anni 50 e 60.E' molto voluminoso ma scorre veloce sino al termine. Leggetelo
11/02/2004
Non dà sconti a nessuno. Forse il miglior libro di Ellroy...
13/11/2003
Lorenzo Cavalli - CL619553@unimi.it
Crudo, violento, spietato, geniale. Ellroy inizia qui a definire la sua contro-epica di un'America ''che ha perso la sua verginità sulla nave d'andata''. I tre personaggi principali godono di una caratterizzazione eccezionale. L'intreccio scivola agilmente tra realtà e fiction. E' davvero un'impresa titanica non rimanere incollati ad un simile romanzo.
07/09/2001
<br>stupendo, violento e amaro spaccato di una America segreta

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