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Una denuncia lucida e vibrante dei pericoli dell'egemonia dello "sceriffo americano" nel mondo del dopo 11 settembre.
"Gli Stati Uniti sono ciò che si definisce uno 'stato fallito'. Hanno formalmente delle istituzioni democratiche, che funzionano ormai a malapena."
In questi anni l'invasione dell'Iraq vissuta all'inizio come un'operazione priva di difficoltà si è rivelata una trappola sempre più pericolosa per l'invasore, costretto ad affrontare uno stillicidio di perdite: "Non è da tutti riuscire a fallire in una cosa di questo genere, occorre un vero talento". E gli americani hanno dimostrato di possedere questo non invidiabile talento.
Nel suo inimitabile stile, Chomsky analizza le questioni cruciali della politica interna ed estera degli Stati Uniti, servendosi di un linguaggio molto esplicito e di immagini e metafore estremamente vivide. L'atteggiamento degli Stati Uniti di fronte agli altri Paesi del mondo, per esempio, è assimilato a quello di un capomafia: "Il padrino deve assicurarsi che la gente capisca chiaramente che il boss è lui. Nessuno deve permettersi di intralciargli la strada"; e se qualcuno osa contraddirlo che sia Castro, Miloevic o Saddam -, manda i suoi sgherri a rompergli le ossa, perché "tutti devono comprendere chiaramente che non ci si può permettere di sfidare chi comanda".
Ma in questo modo, sottolinea Chomsky, l'America non fa altro che presentarsi agli occhi del mondo come l'autentico "Stato canaglia", la più grande minaccia per la pace, alimentando così la corsa al riarmo e il terrorismo stesso. Solo se gli Stati Uniti riusciranno a cambiare dall'interno, diventando almeno "democratici come il Brasile", si potranno superare le minacce che incombono sulla Terra del XXI secolo.
26/11/2007
Chomsky era una lettura molto importante prima dell'11 settembre. Ma oggi resta Chomsky, ma ha perso troppa incisività, perché non ha mai voluto approfondire il problema della verità sull'11 settembre. Chomsky, dando per buona la versione ufficiale propinata dall'amministrazione Bush e dalle sue coorti, ha di fatto alzato bandiera bianca per tutto quello che è seguito: guerre infinite al terrorismo, perdita di libertà civili con il Patriot Act, ecc. Se si dà per buona, in tutto e per tutto, la versione ufficiale, allora segue necessariamente e inevitabilmente la guerra infinita al terrorismo, e la maggior parte dell'opinione pubblica continuerà ad accettare e volere la guerra infinita, finché non si saranno distrutti completamente l'Iraq, l'Afghanistan, il Pakistan, l'Iran, la Siria, l'Arabia Saudita, la Palestina, la Libia, insomma, mezzo mondo, e anche gli stessi USA arriveranno al collasso economico-militare, salvo tirar fuori l'opzione nucleare. Ma Chomsky ancora non vuol capirlo.

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