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Un 'divertissement', un guizzo anarchico dell'intelligenza. E' così che crediamo di poter definire queste pagine nelle quali Carlo M. Cipolla abbandona gli austeri panni dello studioso e, giocando sul filo del paradosso e dell'assurdo, costruisce due brevi saggi: il primo che delinea un'ilare parodia della storia economica e sociale del Medioevo; il secondo in cui si elabora una sorta di scherzosa teoria generale della stupidità umana.
Due piccoli capolavori di giocoso funanbolismo intellettuale, che ci propongono una pausa di eccentricità e comicità tanto più preziosa nei tempi frenetici e stressanti in cui viviamo.
20/12/2006
giuliodoro - giuliodoro@email.it
da quando ho scoperto questo libro (grazie ad un collega medico) lo consiglio a tutti. lavorando in un ambiente che, per dirla con il vignettista Bucchi, ''allora d'accordo, appena abbiamo chiaro quello che si deve fare ci fermiamo'', quale migliore cura contro la burocrazia quotidiana...sorridere fa sempre bene!
02/06/2005
brex - elebrex@email.it
Davvero una lettura piacevole e scorrevole non solo per chi si diletta con la saggistica storica 'seria': una simpatica parentesi umoristica da parte di un autore che realmente di storia se ne intende. Per non prendere sempre troppo sul serio il nostro background storico. La seconda parte del libro è una vera chicca. Una lettura per tutti, assolutamente da regalare.
13/12/2003
Il grande storico dell'economia Carlo M. Cipolla (Università Pavia e Berkeley, 1922-2000), scrittore fecondo e geniale, ci regala un volumetto agile e solo all'apparenza leggero. In esso il lettore troverà in particolare ''Le leggi fondamentali della stupidità'' un breve saggio finalmente pubblicato dal Mulino, dopo anni di circolazione underground. Una lettura veloce che dura tutta la vita.
11/05/2002
Roberto Boni - roberto.boni@ial.fvg.it
Anno 3567, pianeta terra. Dipartimento ecologia sociale. Ritrovato un 'supporto' dell'era della comunicazione su materiale organico (termine tecnico: carta). Trattasi di un trattato volgare ed immorale, la cui rozza filosofia fa di tutti i byte un virus. Il dipartimento ha stabilito di distruggere questo inutile esercizio di dissacrazione. La nostra civiltà non può essere inquinata da cotanta bassezza.
