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A partire dal regno di Thutmosi IV i sovrani egizi attribuirono sempre maggiore importanza al culto solare nell'intento di contrastare la crescita del potere dei sacerdoti tebani. La volontà era quella di proporre un'alternativa ad Amon-Ra, ormai assurto a dio nazionale dell'intera Valle del Nilo. Questa politica, perseguita con accortezza da Amenofi III, condusse a una rottura tra il potere dello stato e del clero nel corso del regno di Amenofi IV che, salito al trono, istituì il culto dell'Aton, il disco solare divinizzato a tutti gli effetti. Il giovane sovrano cercò dapprima di colpire al cuore il tempio di Amon-Ra, edificando un santuario dedicato all'Aton a est dell'immenso complesso di Karnak. Questo tentativo non raggiunse lo scopo prefissato e Amenofi IV, dopo avere cambiato il proprio nome in Akhenaton ("Spirito di Aton" o "Colui che è favorevole all'Aton") prese le distanze da Tebe, fondò una nuova capitale, cui diede il nome di Akhet-aton ("Orizzonte di Aton"), presso la località di Tell el-Amarna in Medio Egitto, e proscrisse il culto del dio Amon. Il culto dell'Aton non sopravvisse al proprio promulgatore. I successori di Akhenaton cancellarono il suo nome dai monumenti per eliminarne la memoria e durante il regno del giovane Tutankhamon fu ripristinata anche la venerazione di Amon. I circa duecento reperti presenti in mostra documentano la vita della famiglia reale e dei sudditi a partire dai primi anni del regno di Akhenaton fino al trasferimento nella nuova capitale.

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