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Shirin-Gol ricorda ancora le montagne dell'Indu Kusch non devastate dalle bombe. Viveva, da bambina, in uno sperduto villaggio di montagna a cui era stato dato il nome di "Dolce Fiore" e la sua vita pareva già fissata. Poi arrivarono i russi e iniziò una guerra stupida che si portò via padri, fratelli, mariti. Da allora Shirin-Gol non ha smesso di fuggire: dalla fame, dalla miseria, dalla negazione dei più elementari diritti umani, dai soldati dell'Armata Rossa, dai Mujahedin, dai Talebani, da decenni di efferate faide fratricide che hanno devastato l'anima del suo paese. Data in moglie a quattordici anni per onorare un debito di gioco ha dato alla luce i suoi figli, ha lottato per la sua famiglia, ha imparato a leggere, a scrivere, a pensare. Siba Shakib, regista e documentarista, racconta da anni la vita del popolo afgano e la condizione delle donne: dalla sua esperienza nei campi profughi è nato questo libro che mostra perché, da sempre, il fanatismo religioso è terrorizzato dalla serena forza delle donne.
24/05/2011
Molto bello! Consiglio di leggerlo, anche se a me piacciono libri con toni più forti, ma ti fa entrare nella storia, sembra di essere lì... Davvero da leggere
02/09/2009
Meraviglioso, da leggere assolutamente per capire e riflettere sulla condizione delle donne in Afghanistan. consigliatissimo!
22/08/2009
DA LEGGERE......PER CAPIRE LA SOFFERENZA DI UN POPOLO E DI TANTE DONNE CHE NON HANNO DIRITTI.

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