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21/01/2008
Piero Suriano - dereg@caltanet.it
Addio alle armi può essere letto in due modi: come romanzo d'amore immerso in uno scenario di guerra o come libro di guerra che sfocia in un inno all'amore eterno. Questo a seconda delle prospettive dalle quali ci si pone e dal tipo di lettore interessato. Nel primo caso, l'irrequieto tenente Frederic Henry, troppo poco americano nel credere alla favola della operosa bontà umana e troppo poco europeo nell'avere fede assoluta nella fratellanza universale, e la diafana Catherine Barkley, talmente bella, bionda e onesta da far pensare che esista solo nell'immaginazione dell'innamorato, si stagliano nell'orizzonte narrativo del romanzo oscurando le vicende tragiche della guerra che si riducono ad una cornice ingiallita di un quadro appena dipinto e dai colori sempre vivaci. Nel secondo caso invece, la guerra diventa la protagonista del libro e i lutti che ne conseguono, anche la morte di Catherine e di suo figlio, appaiono solo inevitabili effetti di meccanismi messi in moto da qualcuno che fa leva sulle bassezze della natura umana. In entrambi i casi si perde qualcosa: l'universalità delle passioni umane e l'intima individualità che le differenzia l'una dall'altra nell'atto di realizzarsi concretamente. Ciò che unisce ineluttabilmente amore e guerra nel romanzo è la costante presenza, talora discreta, talora sfacciata, della morte che pervade i pensieri dei personaggi, anche quando sono felici, o fingono o si sforzano di esserlo. Amara è la conclusione di Henry: essere chiamati alla vita senza un perché, come il bambino che la sua Catherine porta in grembo, o i commilitoni Aymo e Rinaldi, e con la stessa meccanica e brutale assenza di spiegazioni dover dir di sì all'appello della morte quando si sta appena assaporando la vita non richiesta. Splendida la descrizione dell'arrivo della neve che segna la fine dell'autunno e l'inizio della vita di trincea. La neve diventa la testimone silenziosa dell'impossibilità degli uomini di superarsi in guerra o di addivenire ad un accordo in pace.
29/11/2007
Mi è piaciuto molto. Va detto che da amante della storia leggere un libro sulla prima guerra mondiale per me è gia un piacere, poi se si aggiungono anche una bella storia d'amore e molte profonde riflessioni sulla vita si ottiene un libro che ho molto apprezzato. Secondo me è da non perdere, lo metto sullo stesso piano di ''Niente di nuovo sul fronte occidentale'', due ottimi libri per capire la realtà della prima guerra mondiale.
10/08/2005
In questo libro l'autore ci propone una storia che unisce amore e morte, guerra e pace, vita e morte, patriottismo e indifferenza. Hemingway sembra quasi trovare tra le righe del suo racconto il legame che esiste tra ciò che nel mondo è finito e ciò che è infinito,nel finale sembra prevalere nell'autore uno stato di abulica indifferenza e intangibilità stoica.
16/09/2004
Purtroppo attualissimo l'argomento della guerra e per fortuna sempre moderno quello dell'amore. Hemingway descrive la superficialità di chi volle quella guerra, condannandoli tra le righe, ma con grande peculiarità racconta la forza di un amore che sembra di altri tempi, e forse per questo molto affascinante e coinvolgente. Spettacolari certi dialoghi tra i due innamorati, che riusciranno ad intenerire anche il meno romantico di voi.
10/09/2002
Elisabetta - elisabettacataluffi@virgilio.it
Anche se ho finito il liceo da appena un anno ne sento già la macanza. Ed è così che mi è nata la voglia di leggere questo libro, dal ricordo che tra i banchi un paio di pagine di questo testo mi avevano affascinato da morire. E leggerlo tutto è stato un tuffo nel passato! E' veramente un libro da non perdere assolutamente...
29/08/2002
Critica alla guerra dell'autore, in un intreccio ben congeniato tra la storia d'amore e la drammaticità della ''Grande Guerra''.Testimonia bene la stanchezza dei soldati del fronte italiano per il lungo conflitto e la mancanza di motivazioni per una guerra quanto mai inutile. La ''pace separata'' del protagonista sembra aver dato nuova linfa all'amore, ma è il destino a far crollare i sogni..
14/08/2002
Una storia d'amore che sembra crescere tra le righe e trascendere dalla realtà dura e tragica della guerra.I personaggi sembrano vivere davanti ai nostri occhi,la precarietà della condizione umana,la forza della vita,la speranza nel futuro,l'impossibilità di realizzare i propri sogni d'amore
01/10/2001
<br>E'un libro magico!Ti permette di conoscere alcuni avvenimenti della prima guerra mondiale senza annoiarti;infatti insieme agli elementi storici si intreccia la bellissima storia d'amore tra un soldato americano e un'infermiera inglese.E'un libro che ti appassiona ma che ti fa riflettere su quello che accadeva in Italia nel corso della prima guerra mondiale.

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