L'ennesima recente crisi lo ha confermato: il capitalismo non è una
scienza esatta e, proprio come il socialismo, ha limiti intrinseci
che rischiano di portare la società al collasso, non solo economico.
Dopo anni di fede cieca e immotivata nel libero mercato, come
trasformare questo sistema empirico e imperfetto in uno che finalmente
funzioni? Bisogna renderlo più giusto, risponde Hans Küng, perché
l'etica è un principio di comportamento che va applicato in ogni settore,
economia compresa. Alla base devono esserci due imperativi morali: la
reciprocità, cioè non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a
te, e l'umanità che – sembra ovvio dirlo ma alla prova dei fatti non lo è –
impone di trattare ogni essere umano come tale.
Küng passa in rassegna le sfide del nostro tempo, da una parte esaminando
la globalizzazione e l'evoluzione dei mercati, dall'altra interrogandosi
su concetti chiave come giustizia, equità, remunerazione. E, in nome di
un'economia “onesta” che abbia sempre come fine ultimo l'uomo e la sua
dignità, lancia un appello per la creazione di un nuovo canone di valori e
regole di condotta che guidi il comportamento dei soggetti, garantendo
la sostenibilità e la salvaguardia del bene comune.

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