L'edizione 2009 della Mostra Internazionale del Cinema di
Venezia far parlare di sé grazie alle consuete sfilate
degli attori di Hollywood sul tappeto rosso, ma anche per la
presenza di pellicole dai contenuti decisamente forti. Oltre
ai film di denuncia sulla politica e sul potere, quest'anno
c'è anche l'interessante novità della proiezione
di ben sette film horror (record per la Mostra), un genere che
sta conoscendo una vera e propria rinascita sia su carta sia
sul grande schermo. A rappresentare il settore non poteva esserci
esponente più emblematico di George
A. Romero, maestro indiscusso dell'horror che nel 1968
portò per la prima volta sullo schermo gli zombi, i terrificanti
morti viventi che si nutrono di carne umana. Restio ad abbandonare
le creature che l'hanno reso famoso in tutto il mondo, ha presentato
in anteprima Survival Dead, il sesto capitolo della serie. Non
c'è occasione migliore per ripercorrere fin dal primo
episodio le vicende di questi esseri terribili e famelici, con
La
notte dei morti viventi, vera e propria pietra miliare
del cinema della paura. In una isolata casa di campagna, un
gruppo di persone lotta per sfuggire all'insidia di un virus
che riporta in vita i morti, trasformandoli in cannibali assetati
di sangue. È solo l'inizio di un epidemia mondiale che
viene ripresa da più punti di vista anche nei seguiti
Zombi
(Dawn of the Dead), Il
giorno degli zombi, La
terra dei morti viventi (disponibile ora anche in blu-ray)
e il Diario dei morti viventi (ancora inedito in Italia).
Il secondo capitolo, che vanta la collaborazione del "nostro"
Dario Argento, è forse quello più popolare. Vengono
narrate le gesta di alcuni sopravvissuti che si barricano in
un centro commerciale per sfuggire all'inarrestabile avanzata
dei morti ritornati in vita, e gode anche di uno strepitoso
remake del 2004, L'alba
dei morti viventi con la regia Zack
Snyder. Al di là di sangue, smembramenti e tanta
suspense, il grande pregio della saga di Romero è anche
quello di essere una metafora antirazzista che nasconde una
feroce satira della società moderna.

Alla Mostra di Venezia arriva anche l'horror orientale, riscoperto
con grande successo dalle nostre parti già da qualche
anno. Il cineasta Shinya
Tsukamoto con The Bullet Man, il capitolo conclusivo
della delirante trilogia di Tetsuo. Si tratta della storia
di un auto-feticista che si innesta nel corpo componenti metallici
di ogni tipo. Investito accidentalmente da un automobilista,
muore dichiarando vendetta. Da quel momento l'investitore
si tramuta lentamente in un uomo-macchina. Celebre la scena
in cui l'uomo, con un membro mutato in fresa gigante, uccide
la fidanzata penetrandola. Gli episodi precedenti sono disponibili
in un prezioso cofanetto da collezione intitolato Trilogia
Tsukamoto, che oltre ai primi due episodi di Tetsuo
(The Iron Man e Body Hammer) comprende Denchu-kozo
no boken (Il ragazzo del palo elettrico). Quest'ultimo narra
la storia di Hikari, uno studente liceale con uno strano palo
che gli spunta dalla schiena. Oppresso e deriso dai suoi compagni,
Hikari verrà trasportato nel futuro proprio grazie
a questa sua particolare mutazione e investito del ruolo di
eroe per riportare la luce sulla Terra, ormai avvolta dalle
tenebre dei vampiri Shinsegumi. I film sono tutti in versione
originale, sottotitolati in italiano e inglese.
Spazio anche al cinema spagnolo nella inedita rassegna veneziana
della paura: dopo due anni dalla presentazione di REC
proprio qui al Lido, ora è il turno del suo seguito,
REC 2. Decisamente critico verso il mondo dei media,
il film mostra la reporter di una tv locale al seguito di
una pattuglia di pompieri durante un intervento notturno.
Si ritroveranno intrappolati in un palazzo infestato dagli
zombi. Il secondo capitolo parte esattamente dove finiva il
primo REC, ora disponibile in dvd
e blu-ray.
La particolarità della pellicola era la visione di
ogni scena tramite la telecamera sobbalzante dell'assistente
della reporter. Uno stile quasi amatoriale, volutamente ricreato
per amplificare il realismo dell'intera vicenda.
Nuove paurose sensazioni, invece, sembra garantirle la tecnologia
3D, che dopo gli esordi nei film in computer grafica, ora
sembra spopolare anche nelle pellicole tradizionali, formando
una combinazione vincente in modo particolare con i film del
terrore. A Venezia abbiamo visto anche The Hole 3D,
la storia di due ragazzi che si trasferiscono in una casa
dove trovano una misteriosa botola, passaggio per un mondo
oscuro e terrificante. Mentre per chi vuole provare qualche
brivido comodamente seduto in poltrona, c'è San
Valentino di sangue 3D.
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