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Produzione: Twentieth century fox h.e.italia spa U.S.A. 1990
Louise Sawer, cameriera in un fast food, decide di trascorrere un week end in montagna con l'amica Thelma Dickinson, casalinga alle prese con un marito tanto arrogante quanto ipocritamente protettivo, Darrl. Durante una sosta in una balera dell'Arkansas, Thelma, ubriaca, viene condotta nel parcheggio da un bellimbusto, che tenta di usarle violenza. Louise, dopo averlo minacciato con la pistola, sta per andarsene, quando una frase volgare dell'uomo, frustrato nel desiderio e nell'orgoglio, scatena in lei un apparentemente inspiegabile eccesso d'ira che la spinge ad ucciderlo con un colpo al cuore. In preda al panico, le due donne iniziano così una convulsa fuga verso il Messico, scoprendo a poco a poco energie e potenzialità interne insospettate, ma anche quanto la loro vita sia ancorata a schemi e condizionata da retaggi psicologici non risolti. Louise incontra il fidanzato Jimm, venuto apposta in aereo per portarle del denaro, che Thelma si fa ingenuamente sottrarre da un autostoppista ex rapinatore che la spinge facilmente al primo adulterio della sua vita. L'ingenua casalinga si trasforma così in una disinvolta rapinatrice in un supermarket
Thelma è interpretata da Geena Davis; Louise è interpretata da Susan Sarandon. Una casalinga e una cameriera frustrate si trasformano un po' per gioco e un po' per caso in una coppia di Bonnie & Clyde tutta al femminile: rinnegano famiglia e lavoro, vendicano il proprio sesso dagli assalti del maschilismo becero, macinano chilometri e poliziotti, e alla fine... alla fine la vita è un abisso in cui bisogna gettarsi. Questo film anarchico-femminista che si conclude nel Grand Canyon dei western di John Ford è il vero, primo e quasi unico western al femminile, diretto da uno specialista di cinema d'azione maschile ma scritto in effetti da una donna, l'esordiente Callie Khouri. Thelma e Louise sono donne cowboy, sempre più libere e sole, in groppa alla loro automobile-cavallo: attraversano l'America in cerca e in difesa della propria libertà e chiudono la propria orbita con un tuffo nel vuoto come quello di Jules e Jim e con un fermo di fotogramma finale come quello di Butch Cassidy.
Due amiche, una pistola, la strada. Combinazione squisitamente maschile come pure il teatro dell'azione, il deserto dell'Arizona, posto da cowboy. Non importa se in questo film muoiono tre persone e solo una è uomo. Si tratta di un'imperdibile lezione per le donne, che se proprio non se la sentono di andare fino in fondo possono metaforizzare il finale. Il primo insegnamento è che bisogna sempre coltivare almeno un'amicizia vera, di quelle che all''occorrenza rischiano per te la sedia elettrica. Il secondo, che prima o poi arriva sempre il giorno in cui è indispensabile partire. (Avere in garage una Thunderbird decappottabile del '66 aiuta. Aiuta anche ritrovarsi accoppiate con maschilisti presuntuosi o teneroni inaffidabili da abbandonare con il frigo vuoto). Terzo punto: non è che fuori dalla cucina sia tanto meglio. Mettere in conto il rischio di incontrare persino nel mezzo del nulla individui accecati dal testosterone (lo stupratore da birreria, il camionista libidinoso, l'autostoppista disonesto che non sempre ha la faccia di Brad Pitt). Quarto: la corsa verso la libertà prevede una progressiva spoliazione (trucco, convenzioni, in casi estremi la vita stessa). E ultimo: alla fine del viaggio ci si ritrova spesso sole con un sogno terminale. Non è poco. È il sogno che determina la scelta anche quando sembra che scegliere non sia più possibile.
(Recensione tratta dal libro Chick film di Enrico Giacovelli e Viviana Ponchia, Morellini editore).

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