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Produzione: Cg home video srl U.S.A. 2000
Sara Goldfarb vive sola a Cone Island fantasticando ossessivamente di essere un giorno invitata a partecipare alla sua trasmissione televisiva preferita. Un giorno decide drasticamente di mettersi a dieta per poter entrare nel vestito che indosser? quando arriver? il grande giorno. Suo figlio Harr ? tossicodipendente e trascorre le giornate insieme alla sua fidanzata Marion e al suo amico Trone a fantasticare sul paradiso terrestre. Cercando una vita migliore i quattro finiranno in una spirale infernale che giorno dopo giorno li porter? a sprofondare nell'angoscia e della degradazione
07/09/2009
Un capolavoro tecnico ed emotivo. Fotografie e musica indescrivibile e molto ricercata... Gli attori sono straordinari e coraggiosi. Un film che tiene il cuore in gola lasciandoti una diretta ed affilata amarezza... Ma con arte e genialità pura.
11/04/2005
Federico - gieppox@tiscali.it
è un film che sicuramente colpisce. colpisce l'occhio, il cuore e la mente dello spettatore. Riconosco al regista un talento non comune, ma non riesco a considerare l'opera un capolavoro. Mi sembra piuttosto un buon prodotto, ben girato e con spunti davvero strepitosi, in cui però la violenza profonda, soprattutto psicologica, e lo sconforto in cui viene gettato lo spettatore, estremamente coinvolto dalla bravura del regista, non hanno alcuna giustificazione. I temi della ''crisi della società moderna'' sono un po' banali, e trattati in modo francamente stereotipato. Non aggiungono nulla all'idea trita di un mondo in cui le illusioni di felicità portano alla distruzione del corpo e della mente. E soprattutto non giustificano la disperazione nella quale lo spettatore è condotto, senza neanche la ciambella di salvataggio dell'ironia (presente nei film di autori come Tarantino). Il film non ha neanche lo spessore politico di ''Salò e le 120 giornate di Sodoma'' di Pasolini, che pur nella sua atrocità non lascia alcun sentimento di rancore verso il regista. Cosa che invece accade con ''Requiem for a dream''. Forse è proprio l'onestà verso chi guarda che manca in questo film tanto bello e innovativo visivamente quanto inutile e sgradevole nei suoi contenuti e nel suo senso
17/02/2005
Amnesiac - amnesiac225@hotmail.com
Capolavoro assoluto. Questo film con tecniche cinematografiche originali e all'avanguardia rispecchia quella che è la condizione dell'uomo nella società moderna ovvero solitudine e alienazione, tutto proteso verso il raggiungimento del proprio sogno, un sogno che può essere la speranza di entrare in un vestito rosso, la speranza di guadagnare tanti soldi, la speranza di essere amati... ma il sogno in realtà è un utopia e il film è appunto un requiem alla speranza dell'uomo. Il film tratta il problema della tossicodipendenza per quello che è tralasciando aspetti umoristici o grotteschi alla trainspotting per intenderci, un abuso delle più svariate droghe che porta inevitabilmente all'autodistruzione o peggio ancora alla perdita della dignità umana barattata per qualche dose di eroina. Tutta la storia del film è scandita in tre momenti che corrispondono alle stagioni dall'estate all'inverno, la primavera è assente perchè non c'è rinascita, il vestito rosso diventa l'ossessione di una vecchia pazza, l'amore è un sogno lontano, la libertà è ormai persa, tutto è distrutto non c'è catarsi. Le intense emozioni visive sono esaltate dalla splendida colonna sonora composta da Clint Mansell coadiuvato dai Kronos Quartet. Insomma sono tanti gli spunti che offre questo film e tanti sono i motivi per vederlo, un film che lascia l'amaro in bocca, un film che ti entra dentro e non ti lascia più perchè in fondo non si può fare a meno di rispecchiarsi nei protagonisti. Requiem for a dream è il secondo film del giovane talentuoso Darren Aronofsky che nel primo lavoro ''Pi greco - il teorema del delirio'' già dimostra di fare un cinema originale e di grande intensità. Peccato solamente che in Italia questo film sia praticamente sconosciuto in quanto non è stato distribuito non si sa per quale motivo (probabilmente fa più comodo distribuire film tipo Natale sul Nilo e company, si sa la stupidità tira). Consiglio caldamente la visione di questo film a chi vede il cinema come espressione artistica, ai fun di Christian De Sica e Massimo Boldi consiglio di continuare a farsi quattro risate sulle tette della Marini e di non accostarsi a questo capolavoro.
