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Produzione: Sony pictures home entertainment srl U.S.A. 1973
Due ex compagni d'università, convivono nonostante una sostanziale incompatibilità nell'America di Roosevelt: lei è fermamente convinta delle idee comuniste, lui vuole tenersi fuori della mischia e lavora come scrittore e sceneggiatore a Hollywood. Tradita e addolorata dalla sua collaborazione coi maccartisti, la ragazza lo lascia nonostante aspetti un figlio da lui....
Katie Morosky è interpretata da Barbra Streisand. Al tempo delle fragole e di Roosevelt una giovane ebrea progressista e un giovane di origini conservatrici si innamorano senza troppo badare (almeno lui) alle ideologie; ma la vita e la Storia, con calma e tristezza, insegnano loro che le idee - e le differenze di idee - sono più tenaci e durature dei sentimenti. Questa love story a sfondo politico fu in realtà tagliata di almeno un'ora dai produttori, per cui il film sembra più Love Story che I tre giorni del Condor. Pollack, da buon regista medio, più corretto che geniale, mantiene una certa equidistanza liberal, senza troppo rischiare, anche se fa della sua protagonista una comunista dichiarata. Spalmato su 15 anni di storia e di vita, Come eravamo è un po' Splendore nell'erba 15 anni dopo: da queste storie di amore nel tempo sono gli uomini a uscirne peggio, a imborghesire più facilmente, a tornare nei ranghi. Ma quanto ad amore, politica e relative disillusioni andò molto più a fondo un film italiano degli stessi anni e dal titolo simile: C'eravamo tanto amati.
Katie Morosky passa la vita a salvare il mondo, a lottare contro i capelli ricci e a cercare di fare funzionare il suo amore per Hubbell. Il fatto che mondo, capelli e amore siano ingovernabili non sarà mai un buon motivo per mollare. Scorrono così quindici anni di storia americana e due ore di tiramolla che illustrano benissimo l'inconcludenza di certe forme di accanimento sentimentale. Lei è la regina delle minoranze (ebrea, comunista, donna, intelligente), vende la libertà dei popoli e ammette: "Non sono una schizzagioia o una sbracarisate". È effettivamente una gran rompiballe, il tipo che alle feste tiene conferenze su Yalta e rovina i finali delle barzellette. Cosa ci faccia con Hubbell, conservatore e disimpegnato, non lo capiscono nemmeno loro due. Lei lo santifica, lui osserva: "Quando ami qualcuno, da Roosevelt a me, diventi cieca, sorda e muta". La prega di notare che la vita è troppo seria per essere presa seriamente. E che le persone sono più importanti dei loro princìpi. Lei ribatte che le persone sono i loro princìpi. Ma alla fine è stanca: smette di stirarsi i ricci, consegna l'amore alle bionde dell'alta società. Chi vince, chi perde? A Katie restano almeno le bombe da fermare, la storia da raddrizzare, una figlia. Fate voi.
(Recensione tratta dal libro Chick film di Enrico Giacovelli e Viviana Ponchia, Morellini editore).
